LA PORTA SANTA

Il segno della Porta Santa, che caratterizza così fortemente il Giubileo, evoca il passaggio che ogni cristiano è chiamato a compiere dal peccato alla grazia. Leggi…

GIUBILEO VIRTUALE

Editorial

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LA PORTA SANTA

RITO DI APERTURA

Il passaggio dal peccato alla grazia che ogni cristiano deve compiere

 

IL RITO DI APERTURA DELLA PORTA SECONDO LA TRADIZIONE
Secondo quanto descritto nel 1450 da Giovanni Rucellai da Viterbo, fu Papa Martino V ad aprire nel 1423, per la prima volta nella storia degli anni giubilari, la Porta Santa nella Basilica di San Giovanni in Laterano. A quel tempo gli Anni Santi si celebravano ogni 33 anni. Nella Basilica Vaticana l'apertura della Porta Santa è attestata per la prima volta nel Natale del 1499 e in quell’occasione Papa Alessandro VI volle che la porta venisse aperta non solamente a San Giovanni in Laterano, ma anche nelle altre basiliche romane: San Pietro, Santa Maria Maggiore e San Paolo fuori le Mura. Una piccola porta, probabilmente di servizio, che si trovava nella parte sinistra della facciata della Basilica di San Pietro, fu allora allargata e trasformata in Porta Santa, proprio nel luogo in cui si trova ancora oggi.


Papa Alessandro VI volle inoltre che le norme del Cerimoniale dell’Anno Santo, ancora non definite nei dettagli dai suoi predecessori, fossero più precise, in particolare in relazione ai riti di apertura e chiusura della Porta Santa. La composizione dei riti fu affidata dal Papa al vescovo Johannes Burckardt, Maestro delle Cerimonie Pontificie. La Porta Santa del Giubileo del 1500 venne aperta la notte della vigilia di Natale del 1499 e venne chiusa nella solennità dell’Epifania del 1501. Il Rituale predisposto da Burckardt e approvato dal Papa è quello in uso in tutti i giubilei successivi, salvo per alcune piccole modifiche introdotte nel 1525 dal Maestro di Cerimonie Biagio da Cesena.


RITI NEL CERIMONIALE DEL XVI SECOLO
Apertura: il Papa si veste in una stanza del Palazzo Apostolico e poi, insieme con i Cardinali, si reca nella Cappella Sistina dove ha luogo l’invio dei Cardinali delegati all’apertura delle altre porte e l’adorazione del Santissimo Sacramento; la processione si dirige verso la Porta Santa accompagnata dai canti Iubilate Deo e Veni Creator Spiritus; il Papa recita la preghiera Deus qui per Moysem; poi riceve il martello, recita i versi Aperite mihi portas iustitiae e percuote tre volte il muro della Porta Santa; il Papa ritorna al suo seggio e recita la preghiera Actiones nostras; i muratori proseguono l’opera di apertura mentre si canta il salmo Iubilate Deo omnis terra; il Pontefice si inginocchia sulla soglia della porta; il Papa passa per primo per la Porta Santa mentre il coro canta il Te Deum laudamus; la processione si dirige verso l’altare per la celebrazione dei Vespri.


Chiusura: il Papa entra in processione nella Basilica attraverso la Porta Santa e presiede i Vespri; il Pontefice invia quindi i Cardinali delegati alla chiusura delle porte delle altre basiliche; segue la processione prima verso le reliquie e poi verso la Porta Santa accompagnata dai canti secondo quanto previsto dal Cerimoniale, si compie l'ostensione e adorazione delle reliquie del Sudario di Veronica e della Lancia; il Papa esce per ultimo dalla Porta Santa; egli benedice le pietre e i mattoni; con la cazzuola spalma la calce sulla soglia della Porta Santa e vi mette sopra tre mattoni e alcune monete d’oro e d’argento; vengono quindi messi altri mattoni e poi i muratori, fuori e dentro la Basilica, concludono l’opera di chiusura della Porta mentre il coro canta l’inno Caelestis Urbs Ierusalem; il Papa dice la preghiera Deus qui in omni loco e sale sulla Loggia della Basilica per impartire la solenne Benedizione Apostolica.


CERIMONIALE TRADIZIONALE

Dal Giubileo del 1500 al Giubileo del 1950 i riti relativi alla Porta Santa non hanno praticamente subito variazioni e avevano le seguenti caratteristiche:


Il muro. Dal 1500 fino al 1975 la Porta Santa delle quattro basiliche romane era chiusa all’esterno da un muro e non da una porta. Di conseguenza, al momento dell’apertura non venivano aperte le porte ma si abbatteva un muro: il Papa ne abbatteva una parte e i muratori completavano poi l’opera di demolizione. É ancora vivo il ricordo e l’apprensione per i calcinacci caduti a pochi centimetri da Papa Paolo VI al momento dell’apertura della Porta Santa nella notte della Vigilia di Natale del 1974.


Il martello. Già nel Natale del 1499 il Papa fece uso di un martello per battere tre colpi contro il muro che chiudeva la Porta Santa. Inizialmente veniva usato il martello dei muratori e i colpi non erano del tutto simbolici. Tuttavia, ben presto il martello divenne un prezioso oggetto d’arte. Nel 1525 il martello usato era d’oro e nel 1575 d’argento placcato in oro con il manico d’ebano.


La cazzuola. Usata dal Papa nel rito di chiusura della Porta Santa, la cazzuola si è affermata a partire dal Natale del 1525. L’ultimo pontefice a farne uso è stato Papa Pio XII nel rito di chiusura dell’Anno Santo del 1950.


I mattoni. L’uso dei mattoni nel rito di chiusura della Porta Santa è documentato già a partire dal Giubileo del 1500. Una cronaca del Giubileo del 1423 riporta che fu tanta la devozione che i pellegrini ebbero per i mattoni e i frammenti di cemento della Porta Santa che non appena la Porta venne smurata vennero immediatamente portati via come reliquie sante. Il rito di chiusura della porta redatto da Bucardt per l’Epifania del 1501 prevedeva che due cardinali deponessero nel muro due piccoli mattoni, uno d’oro e uno d’argento..


Le monete. Anche l’uso di includere alcune monete nel muro della Porta Santa è documentato fin dai tempi del Giubileo del 1500. Inizialmente le monete erano semplicemente murate nella calce, ma a partire del 1575 esse vennero inserite in una cassetta metallica e questo uso è tuttora in vigore.


L'Acqua Benedetta. L’uso dell’acqua benedetta è già previsto nel Rituale del 1525 per benedire le pietre e i mattoni che servono per la chiusura della Porta Santa. Successivamente se ne introduce l’uso anche per l’apertura della Porta: i Penitenzieri, dopo l’abbattimento del muro, passano dei panni imbevuti di acqua benedetta sia sugli stipiti che sulla soglia.


La porta di legno. All’esterno della Basilica la Porta Santa era chiusa da un muro, mentre all’interno il muro era coperto da una semplice porta di legno. La porta veniva tolta prima dell’abbattimento del muro e rimessa subito dopo in quanto serviva da chiusura notturna quando non erano più consentite le visite dei pellegrini. Le semplici e disadorne porte di legno che vediamo ancora oggi chiudere dall’esterno le Porte Sante di San Giovanni in Laterano, di Santa Maria Maggiore e di San Paolo, erano le vecchie porte che fino al Giubileo del 1975 si trovavano davanti alla Porta Santa all’interno della Basilica. Nella Basilica di San Pietro, invece, l’ultima porta di legno, inaugurata da Papa Benedetto XIV nel 1748, venne sostituita il 24 dicembre 1949 da una porta di bronzo benedetta da Papa Pio XII subito dopo l’apertura della Porta Santa.


MODIFICHE DEL 1975
Nel Natale del 1975 il rito di chiusura della Porta Santa venne modificato. Il Papa non usò più la cazzuola e i mattoni per dare inizio alla ricostruzione del muro ma chiuse semplicemente i battenti della porta di bronzo del 1950. La Porta, che fino ad allora era stata all’interno della basilica, si venne così a trovare all’esterno come la vediamo ancora oggi. Il muro che chiudeva la Porta all’esterno venne successivamente costruito all’interno della basilica e il 27 febbraio dello stesso anno vi venne murata la tradizionale cassetta con le monete e la pergamena che ne attestava la chiusura.


RITUALE PER IL GRANDE GIUBILEO DEL 2000

La recognitio delle porte. L’apertura della Porta Santa è tradizionalmente preceduta dal rito della "Recognitio". Si tratta di predisporre tutto ciò che è necessario affinché la Porta Santa possa essere aperta dal Santo Padre. In particolare viene tolto il muro di mattoni che chiude la porta santa all’interno della Basilica prelevando la cassetta che vi era stata murata. Al rito, guidato dal Maestro delle Celebrazioni Liturgiche Pontificie, prendono parte: l’Arciprete della Basilica, una rappresentanza del Capitolo e un Cerimoniere Pontificio. Si prevede il seguente svolgimento: un momento di preghiera davanti al muro che chiude la Porta Santa all’interno della Basilica; estrazione della cassetta ivi murata alla fine del precedente anno giubilare, con susseguente demolizione del muro stesso e prelevamento dei mattoni; preghiera davanti all’altare della Confessione; esame del contenuto della cassetta e redazione dell’apposito verbale nella Sagrestia della Basilica.


Il rito di apertura. In occasione del Grande Giubileo del 2000 il Santo Padre ha provveduto all’apertura della Porta Santa di tutte e quattro le basiliche romane: la notte della Vigilia di Natale aprì la Porta Santa della Basilica di San Pietro; il giorno di Natale, in concomitanza con l’inizio dell’Anno Santo nelle chiese particolari, quella di San Giovanni in Laterano, Cattedrale di Roma; il primo gennaio, solennità della Madre di Dio, quella di Santa Maria Maggiore; il 18 gennaio, inizio della settimana di preghiera per l’unità dei cristiani, quella di San Paolo fuori le Mura. L’apertura di due delle Porte Sante ebbe luogo all’inizio della celebrazione eucaristica (San Pietro e Santa Maria Maggiore), una all’inizio della solenne celebrazione dei Vespri (San Giovanni in Laterano) e l’ultima all’inizio della celebrazione di un’Ora della Liturgia delle Ore (San Paolo).


SIGNIFICATO ED ELEMENTI PARTICOLARI

I cambiamenti introdotti nel rito di chiusura dell’Anno Santo hanno spostato l’attenzione dal muro alla porta. Così la Porta Santa è stata arricchita da un profondo senso biblico, teologico, liturgico e pastorale nell’ambito della storia della salvezza e della storia della Chiesa, divenendo uno dei segni più importanti del Giubileo. Le parole di Papa Giovanni Paolo II nella Bolla Incarnationis Mysterium aiutano a comprendere l’importanza della Porta Santa che così fortemente caratterizza il Giubileo e che «evoca il passaggio che ogni cristiano è chiamato a compiere dal peccato alla grazia».


Gesù disse: «Io sono la porta» per indicare che nessuno può avere accesso al Padre se non per mezzo di Lui. Questa designazione che Gesù fa di se stesso attesta che Egli solo è il Salvatore inviato dal Padre. Vi è una sola via di accesso che spalanca l’ingresso nella vita di comunione con Dio e questa via è Gesù, unica e assoluta via di salvezza. Solo a Lui si può applicare con piena verità la parola: «è questa la porta del Signore, per essa entrano i giusti».


Il fatto di mettere in evidenza l’importanza della Porta richiama la responsabilità di ogni credente ad attraversarne la soglia. Passare per quella Porta significa confessare che Gesù Cristo è il Signore, rinvigorendo la fede in lui per vivere la vita nuova che Egli ci ha donato. È una decisione che presuppone la libertà di scegliere e il coraggio di lasciare qualcosa sapendo che si acquista la vita divina. È con questo spirito che il Papa per primo varca la Porta Santa. Comprendiamo in questo modo quanto ricco di significato sia il richiamo dell’Apostolo Pietro quando scrive che, uniti a Cristo, anche noi veniamo impiegati, come pietre vive, per la costruzione di un edificio spirituale, per un sacerdozio santo, per offrire sacrifici spirituali graditi a Dio.